Da "ARTE DEL NOVECENTO IN FRIULI", Licio Damiani, ed. Del Bianco, Udine, 1982:

"Luigi Diamante (…);la sua opera ricca, nei momenti migliori, di sapienza professionale,di forza espressiva e di intensità sentimentale. (…) I colori erano chiari, le ombre risentite, come nell'Autoritratto del 1930, ma da tutto emanava una pulizia, una cadenza sommessa, una gioiosità visionaria che era semplicità di sentire. Dopo il 1945 il senso del colore vivo, inteso come materia che si disfà in luce, prevalse sul disegno. E' il colore, insomma, a costruire la composizione. Si vedano certe Venezie o certi Paesaggi friulani, solari, fragranti di pigmento, crepitanti di succhi intensi e squillanti. Ci sono rossi compatti e violenti, gialli sonanti, improvvisi tocchi di teneri rosati e di verdi. Il quadro sembra comporsi nel momento in cui è osservato, bloccando la luce in una densità sugosa, tutta crepitii e arricciamenti. Lo spirito, però, è ancora sereno. E' dopo la metà del 1965 che la pittura di Diamante diventa drammatica. Scompaiono le tinte chiare, prendono forza gli azzurri cupi, i verdi marci. L'immagine si scompone e si sfalda nel tormento d'una pennellata impetuosa, piena di foga, sottesa come da una disperazione muta. La composizione narra una vicenda coloristica sincopata, palpitante, sapiente negli impasti, resa con forte carica gestuale, con una sorta di rabbia e di smarrimento. Echi del fratto e violento linguaggio di Kokoschka si intrecciano con l'irruenza materica derivata forse da Pollock e con la drammaticità cupa di Roualt. La serenità degli anni precedenti è come travolta da un furente nichilismo espressionista in cui la bravura tecnica dell'artista esprime anche un'alta emozione poetica."

8/4/1948
"…convincente Diamante che aveva due schizzi di figura e tre disegni di paesaggio fra i quali sceglieremmo le due piazze udinesi."
Arturo Manzano.

8/8/1946
"…sostiamo… davanti ai fiori e alla robusta testa di Diamante…" Arturo Manzano

9/1/1969
"…Tra gli undici presenti emerge senz’altro,ancora una volta, Luigi Diamante,dal colore fortemente impressionistico a rapporti complementari …"
Carlo Mutinelli

27/10/1970
"Disegni e dipinti a olio dell’udinese Luigi Diamante, nella galleria del Quadrifoglio a Udine.Il pittore, che espone da quasi quarant’anni,è rimasto fedele alla rappresentazione oggettiva, paesaggi e figure, rifacendosi in certo qual modo al fare impressionista, ma agitandolo, innervosendolo,esasperandolo con iperboli espressionistiche che mettono nei dipinti come un affanno,come una furia devastatrice. Soprattutto gli impasti, che si sovrappongono a caricare le forzature, corrispondono a quell’affanno, a quell’urgenza di romperla con gli schemi, di accantonare ogni atto contemplativo come non ci fosse più posto per esso in un mondo di lotta e di violenza."
Arturo Manzano

23/10/1970
"Di Luigi Diamante, che espone in questi giorni alla galleria udinese Il Quadrifoglio, si potrebbe dire:Diamante ovvero l’onestà del mestiere. Semplice e sincero di temperamento, Diamante è semplice e sincero anche nella sua pittura. Legato ai temi e ai problemi della sua terra, Diamante non si è mai allontanato da essi, così come non si è mai allontanato da un postimpressionismo figurativo tradizionale. Si è rinnovata la tavolozza del pittore, che spesso gioca su toni morbidi e accordati, ma la sua concezione della vita, severa e dolente, ma austeera e schiva, è la stessa: lo denota la robusta e movimentata scena di osteria, il composto ritratto di signora, la veduta del rustico a Dolegnano, mentre scende la sera."
Gabriella Brussich

1971
"Diamante, fedele da sempre al figurativo, è uno di quegli artisti per i quali la pittura rappresenta ancora un rifugio di bellezza. E non importa se questa bellezza assume movimenti lirici o drammatici. Essa è sentita sempre come coronamento del reale, come sua forma ideale, in cui non esistono miserie, e l’immagine femminile assume valori simbolici e la pace di un porticciolo può ancora illudere su un ordine immutato delle cose che segue l’antico ordine della natura nel suo flusso e riflusso ricorrente."
Licio Damiani

1971
"Dall’immagine sfuocata e incompleta discende l’avvertimento di un sentire tormentato, che non si soddisfa in un semplice vedere e misurare e rifare la realtà oggettiva.
Con essa sembra piuttosto questionare e al dono dell’ente chiede aiuto, consolazione e salvezza.
Per questo intravvedo nelle opere di Luigi Diamante, pittore friulano, capacità e nobiltà."
Berto Morucchio

8/2/1975
"Il Centro Friulano Arti Plastiche, attuando i suoi programmi, è lieto di presentare la rassegna retrospettiva del compianto socio-pittore Luigi Diamante, come testimonianza di operosità, nel corso della sua esistenza, silenziosa e schiva di ogni pubblicità, pur nell'assoluta validità della sua opera."
Vittorio Marangone

14/12/1984
"…il valido apporto dato all’arte friulana del secondo novecento."
Vittorio Marangone